Anche la Liguria dice no al gender

Sarà vietata la sua introduzione nelle scuole

Una buona notizia dalla Liguria. Il 28 ottobre scorso, dopo oltre 11 ore di Consiglio Regionale, sono state approvate dalla Regione Liguria, con 16 voti favorevoli e 14 contrari, due mozioni che vietano l’introduzione di insegnamenti che presentano riferimenti alla teoria del gender negli istituti scolastici di tutto il territorio regionale.

La sala consiliare della Regione Liguria.

La sala consiliare della Regione Liguria.

Le due mozioni sono state promosse dal consigliere regionale di “Fratelli d’Italia – AN” Matteo Rosso, e dal capogruppo di “Forza Italia” Angelo Vaccarezza.

L’argomentazione principale è stata quella di vietare nelle scuole di ogni ordine e grado “l’introduzione della cosiddetta Teoria del gender o altre teorie equivalenti, rispettando così quanto stabilito dalla Costituzione, dalla Carta dei Diritti Umani e da tutte le altre norme che riconoscono e tutelano le differenze e le complementarietà tra uomo e donna ed il valore della famiglia come società naturale basata sul matrimonio”.

Hanno votato a favore i consiglieri di Ncd, Lega Nord, Forza Italia e Fdi-An.

Lo stemma e la sede del Consiglio Regionale della Liguria.

Lo stemma e la sede del Consiglio Regionale della Liguria.

Il consigliere di Fratelli d’Italia-An, Matteo Rosso, promotore di una delle due mozioni, ha dichiarato, tra l’altro, che “bisogna combattere queste teorie ascientifiche”, che, se diffuse, confonderebbero i giovani “in maniera grave” e che sono “propagandate” per giungere ad un superamento della famiglia naturale.

Il capogruppo di Forza Italia, Vaccarezza, ha affermato che “una teoria che nega tutto quello che è naturale non può entrare” nella regione.

Hanno votato contro il Movimento 5 Stelle e tutto il PD, compresi i suoi esponenti “cattolici”. Secondo costoro, la teoria del gender non esisterebbe e sarebbe solo una “bufala inventata per creare paura”.

Il palazzo sede della Regione Liguria.

Il palazzo sede della Regione Liguria.

Commenta il consigliere Rosso:

“Questa iniziativa nasce dalla nostra preoccupazione nei confronti della Buona Scuola, in cui sono stati introdotti riferimenti che non hanno nulla a che vedere con la reale identità di genere… L’amministrazione precedente non esitava infatti ad esporre ufficialmente le bandiere arcobaleno durante le manifestazioni pubbliche o a destinare fino a 900.000 euro (!)ad associazioni che si occupavano del contrasto alle discriminazioni, ma che poi nei fatti promuovevano queste teorie… Con questa azione sono stati messi invece dei paletti chiari e fermi su quelli che sono i valori di riferimento della nostra regione… La Regione Liguria è pronta a finanziare d’ora in poi solo le associazioni che, operando a livello scolastico, promuovano teorie che non contrastano con l’impostazione che è stata data oggi a livello regionale… Tutte le iniziative che saranno portate avanti negli istituti scolastici della regione dovranno inoltre avere il contributo e il benestare dei genitori… Finché noi siamo qui non ci sarà spazio per queste teorie”.

Il Presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti.

Il Presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti.

Anche il presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti, ha votato a favore di entrambe le mozioni ed è stato presente in aula per tutta la durata delle votazioni.

Cominciano quindi ad essere numerose le amministrazioni che adottano provvedimenti contro la satanica ideologia gender. Questo significa che dobbiamo continuare a far sentire in tutti i modi possibili ai politici la nostra pressione, sempre, dovunque e comunque.

Senza stancarci mai. Ne va della salute psico-fisica dei nostri figli/e.

E qualche risultato arriva.

I commenti sono chiusi.