Nessuno nasce con un “genere”

I pediatri americani contro i farmaci che bloccano la pubertà

Il logo dell’ American College of Pediatricians , con lo slogan “Il meglio per i bambini”.

Il logo dell’ American College of Pediatricians , con lo slogan “Il meglio per i bambini”.

Tempo fa, abbiamo postato un articolo relativo ai bambini cosiddetti cross-gender, ai quali, col pretesto della loro (vera o presunta) disforia di genere, vengono sommonistrati, col consenso dei genitori, farmaci che bloccano la pubertà. Potete rileggerlo qui.

Ora, dall’importante American College of Pediatricians ci arrivano chiarificazioni decisive sulla perversità e sulla pericolosità dell’ideologia gender, che viene spesso inculcata a bambini che apparentemente soffrono di disforia di genere, e ancor di più sulla pericolosità di questi farmaci.

Chi vuole, può leggere l’originale in inglese, qui.

Ecco la traduzione, nostra come nostre sono le sottolineature e i grassetti.

LA IDEOLOGIA GENDER ROVINA I BAMBINI

Il Collegio Americano dei Pediatri (American College of Pediatricians) sollecita educatori e legislatori a respingere tutte le politiche che condizionano i bambini ad accettare come “normale” una vita contraffatta da chimica e chirurgia per adottare il sesso opposto. La realtà è determinata dai fatti, non dall’ideologia.

  • La sessualità umana è costituita da una reale duplice caratteristica biologica: “XY” e “XX” sono marcatori genetici di salute – non marcatori genetici di un disturbo. Il modello della progettazione dell’essere umano deve essere concepito come “maschio” e “femmina”. La sessualità umana è una caratteristica progettata con lo scopo evidente di riprodurre rigogliosamente la nostra specie. Questo principio è evidente. Gli estremamente rari disordini dello sviluppo sessuale (DSD) – ivi compresi la femminilizzazione testicolare e la iperplasia surrenale congenita – dal punto di vista medico sono tutte identificabili come deviazioni dal modello del tratto sessuale, e sono giustamente riconosciuti come disturbi del disegno umano. Gli individui affetti da DSD non costituiscono un terzo sesso.

  • Nessuno nasce con un genere. Ognuno nasce con un sesso biologico. Il concetto genere (una consapevolezza di sé come maschio o femmina) è un concetto sociologico e psicologico; non è un concetto biologico oggettivo. Nessuno nasce con la consapevolezza di sé stesso come maschio o femmina; questa consapevolezza si sviluppa nel tempo e, come tutti i processi di sviluppo, può essere deviata da percezioni soggettive di un bambino, da relazioni e esperienze negative dalla prima infanzia in poi. Le persone che si identificano nel “sentirsi come il sesso opposto” od “una via di mezzo” non costituiscono un terzo sesso. Rimangono biologicamente uomini o donne.

  • La convinzione di una persona che lui o lei è qualcosa che non è, nella migliore delle ipotesi, è un segno di pensiero confuso. Quando un diversamente sano ragazzo biologico crede di essere una ragazza o una diversamente sana ragazza biologica crede di essere un ragazzo, esiste un problema psicologico oggettivo che alloggia nella mente, non nel corpo, e dovrebbe essere trattato come tale. Questi bambini soffrono di disforia di genere. La disforia del genere (GD), precedentemente indicata come Disturbo dell’Identità di Genere (DIG), è un disturbo mentale riconosciuto nella più recente edizione del Manuale Diagnostico e Statistico dell’Associazione degli Psichiatri Americani (DSM-V). Le teorie psicodinamiche e dell’apprendimento sociale del GD/GID non sono mai state confutate.

Michelle A. Cretella, Presidente della American College of Pediatricians.

Michelle A. Cretella, Presidente della American College of Pediatricians.

  • La pubertà non è una malattia, e gli ormoni che bloccano la pubertà possono essere pericolosi. Reversibili o meno, gli ormoni che bloccano la pubertà inducono uno stato di malattia – l’assenza di pubertà – e inibiscono la crescita e la fertilità di ragazzi in precedenza biologicamente sani.

  • Secondo il DSM-V, il 98% dei ragazzi che l’88% delle ragazze che soffrono di “confusione di genere” accettano alla fine il loro sesso biologico con un passaggio naturale attraverso la pubertà.

  • I bambini che fanno uso di farmaci che bloccano la pubertà in modo da impersonare il sesso opposto avranno l’esigenza di ormoni sessuali nella tarda adolescenza. Gli ormoni della sessualità (testosterone ed estrogeni) sono associati a pericolosi rischi per la salute, ivi compresi pressione alta, coaguli di sangue, ictus e cancro.

  • I tassi di suicidio sono 20 volte più alti tra gli adulti che fanno uso di ormoni sessuali e che si sottopongono a chirurgia per il cambiamento del sesso, anche in Svezia, che fra tutte le nazioni è la maggiore sostenitrice di questa pratica. Quale persona caritatevole e ragionevole condannerebbe dei bambini a questo destino, sapendo che dopo la pubertà sia l’88% delle ragazze che il 98% dei ragazzi alla fine accetteranno la realtà e raggiungeranno uno stato di salute fisica e mentale?

  • Condizionare i figli a credere che una vita di manifestazione chimica e chirurgica del sesso opposto sia cosa normale e sana è un abuso sui minori. Sostenere una “discordanza di genere” attraverso l’istruzione pubblica e le politiche di legge (come avviene di consueto), confonderà bambini e genitori, che condurranno sempre più figli ad affidarsi alle cosiddette “cliniche di genere”, in cui verranno somministrati loro farmaci che arrestano la pubertà. Questo, a sua volta, indurrà in essi lo “scegliere” una vita a base di cancerogeni e ormoni della sessualità tossici quando eviterà loro la mutilazione chirurgica delle parti del corpo in buona salute.

Michelle A. Cretella, Presidente dell’American College of Pediatricians (ACP)

Quentin Van Meter, Vice Presidente dell’ ACP

Paul McHugh, Docente Universitario di Psichiatria alla Johns Hopkins Medical School

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