Regione Lombardia, mozione anti-gender

La teoria gender "un pericolo per i bambini"

Il capogruppo della Lega Nord alla Regione Lombardia, Massimiliano Romeo, primo firmatario della mozione.

Il capogruppo della Lega Nord alla Regione Lombardia, Massimiliano Romeo, primo firmatario della mozione.

Una buona notizia. Il 6 ottobre scorso consiglio regionale della Lombardia ha approvato una mozione della Lega Nord che chiede alla giunta di intervenire “sulle autorità scolastiche a livello regionale e provinciale perché vengano ritirati dalle scuole libri e materiali che promuovono la cosiddetta teoria del gender”, considerata dai promotori “un pericolo per i bambini”.

Così ha dichiarato il capogruppo della Lega, Massimiliano Romeo: “La teoria gender è quella secondo cui non si nasce maschi o femmine per questioni genetiche, ma si diventa uomini o donne per ragioni di natura culturale e ambientale. Tutto questo per noi non ha senso“.

Così ha dichiarato il consigliere di Fratelli d’Italia Riccardo De Corato: “Non si combatte la discriminazione insegnando ai bambini che non hanno una differenza sessuale, o insegnando che il genere non c’entra nulla con la sessualità biologica e che possono scegliere liberamente tra dieci o più opportunità illustrate in un opuscolo patinato che si ritrovano sul banco“.

Il consigliere regionale Riccardo De Corato, di Fratelli d'Italia.

Il consigliere regionale Riccardo De Corato, di Fratelli d’Italia.

CONTRARIE LE OPPOSIZIONI – Con argomentazioni peraltro, come al solito, razionalmente del tutto risibili, che vanno dall’insistere sul fatto che “la teoria gender non esiste“, al definire il dibattito con l’elegante definizione di “cazzate“.

Dice ad esempio Sara Valmaggi, del PD, vicepresidente del consiglio regionale: “La teoria gender non esiste. Esistono studi di genere che sono tutt’altra cosa. Non c’è alcuna normativa approvata in Parlamento che introduce nella scuola questa fantomatica teoria, c’è solo la promozione della parità tra i generi, la lotta alla discriminazione e agli stereotipi”. Ed allora, cara signora Valmaggi, la domanda nasce spontanea: perchè nelle scuole di Trieste volevano far travestire i maschi da femmine, e viceversa?

Sara Valmaggi, Partito Democratico, vicepresidente del consiglio regionale Lombardia.

Sara Valmaggi, Partito Democratico, vicepresidente del consiglio regionale Lombardia.

Anche per Lucia Castellano, capogruppo regionale del Patto Civico, le teoria gender non esiste, e la definisce nei seguenti termini: “Una mozione ignorante e oscurantista, che propina lo spauracchio di un’inesistente teoria gender per colpire di fatto le unioni civili, la parità di genere, i diritti delle persone omosessuali”.

Lucia Castellano, consigliere regionale e capogruppo di Patto Civico in Regione Lombardia.

Lucia Castellano, consigliere regionale e capogruppo di Patto Civico in Regione Lombardia.

Dello stesso tenore le dichiarazioni degli esponenti Cinque Stelle. Dice Paola Macchi: “Se vogliamo davvero proteggere i nostri figli dovremmo proteggerli dalle panzane dei politici e dalle falsificazioni del dibattito pubblico”.

Paola Macchi, consigliere regionale della Lombardia, del Movimento Cinque Stelle.

Paola Macchi, consigliere regionale della Lombardia, del Movimento Cinque Stelle.

Incalza poi Iolanda Nanni, con espressioni che denotano profonde conoscenze scientifiche: “Invece di parlare di case popolari, di sfrattati, di trasporti pubblici allo sfascio e di trasparenza, siamo qui a parlare di cazzate”.

Iolanda Nanni, consigliere regionale del Movimento Cinque Stelle.

Iolanda Nanni, consigliere regionale del Movimento Cinque Stelle.

Qualcuno sostiene che l’atto è ininfluente dal punto di vista normativo. Così afferma il sottosegretario all’Istruzione Davide Faraone, che dice trattarsi di “strumentalizzazione fuorviante e in malafede“, in quanto “il Piano di offerta formativa è competenza congiunta di scuola e famiglia e di nessun’altra istituzione“.

Anche se quest’ultima dichiarazione sulla competenza fosse pertinente, ci sembra comunque giusto dare il giusto risalto ad un’iniziativa importante senz’altro, almeno per contribuire a smuovere le coscienze sull’argomento.

All’iniziativa va dunque il nostro plauso.

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